01.08.25
Il viaggio comincia prima di partire.
Oggi non basta più mostrare una meta da sogno per coinvolgere le persone: le agenzie cercano sempre un modo nuovo per raccontare i luoghi, i viaggi, gli itinerari. Usano un linguaggio più emotivo e autentico.
In questo scenario, l’illustrazione diventa uno strumento potente per ispirare, evocare e far sognare.
Da giugno, abbiamo avviato quattro nuove collaborazioni creative con i brand del gruppo Alpitour. Ogni mese, sui profili Instagram dei brand, compariranno illustrazioni originali firmate da illustratori e illustratrici selezionati da Yoonik, che interpreteranno destinazioni, atmosfere e suggestioni di viaggio in chiave visiva.
Un progetto che rafforza la nostra visione: usare la creatività illustrata per portare valore e bellezza nella comunicazione dei brand, anche (e soprattutto) in settori ad alto tasso visivo come il turismo.
Un racconto per immagini, ogni volta diverso, firmato dal segno unico degli artisti:
Ogni artista porterà il proprio sguardo e il proprio mondo visivo, in un racconto di destinazione che non vuole essere promozione, ma narrazione emotiva.
Lavorare sull’identità visiva nel settore travel significa superare lo stereotipo da catalogo, per costruire un linguaggio più umano, evocativo, personale.
L’illustrazione si presta perfettamente a questo: è in grado di restituire non solo ciò che vediamo, ma ciò che immaginiamo e ricordiamo.
L’illustrazione è un linguaggio trasversale, emozionale, inclusivo.
Lascia spazio all’immaginazione, per andare oltre quello che siamo abituati a vedere.




Crea riconoscibilità, perché il tratto di ogni illustratore è unico, come ogni viaggio.
Parla trasversalmente a generazioni e culture diverse.

In un mondo dove ogni destinazione ha già mille immagini, l’illustrazione permette ai brand di costruire un racconto diverso, fatto non solo di luoghi, ma di esperienze e sensazioni.
Se vogliamo spostarci dal digitale al reale, vale la pena citare anche la nostra Yoonik Residency, una residenza artistica che abbiamo organizzato in Trentino qualche anno fa.
Un progetto dove territorio, arte e relazione si sono fusi per generare qualcosa di unico.
Abbiamo raccontato tutto qui, dove trovate anche un breve video che vi consigliamo di guardare.
Ogni viaggio, prima di essere vissuto, può essere immaginato.
Se sei un brand o un’agenzia nel mondo travel e stai cercando una direzione visiva nuova, coinvolgente e autentica, parliamone. Scrivici!
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Lo sport e l’illustrazione sono due mondi che, a prima vista, possono sembrare distanti, ma in realtà condividono un legame profondo. Entrambi sono espressioni di passione, movimento ed emozione, capaci di raccontare storie potenti attraverso il gesto atletico o il tratto artistico.
Recentemente il connubio tra questi due ambiti si è fatto sempre più stretto, con brand, riviste e aziende che utilizzano l’illustrazione per raccontare lo sport in modi innovativi e accattivanti. Che si tratti di murales che trasformano spazi dedicati all’attività fisica o di copertine per riviste del settore, il talento degli illustratori è sempre in grado di esaltare l’anima dello sport, rendendolo ancora più iconico e potente.
In questo articolo vi raccontiamo dei progetti di due artisti del roster di Yoonik, che hanno come protagonisti lo sport e l’arte dell’illustrazione.
Uno dei progetti che Yoonik ha seguito è stato quello di Beppe Conti per Il Tennis Italiano. Attraverso la sua tecnica di collage, Beppe ha creato delle opere affascinanti che hanno accompagnato l’articolo “Le Radici di Rafa“, dedicato a Rafael Nadal. L’obiettivo era quello di raccontare il legame profondo tra il campione spagnolo e la sua terra, un aspetto fondamentale della sua identità sportiva e personale.
I collage di Beppe combinano immagini, texture ed elementi visivi, creando una composizione unica e dinamica in grado di rendere la lettura un’esperienza immersiva. L’illustrazione, in questo caso, non solo arricchisce il contenuto editoriale, ma offre anche una nuova chiave di lettura visiva per comprendere meglio e appassionarsi alla biografia dell’atleta.



Qual è stata la sfida più grande nel rappresentare la storia di Nadal attraverso il collage?
La sfida più grande è stata tradurre la sua incredibile carriera in un’immagine che fosse iconica ma anche narrativa. Volevo evitare un semplice ritratto celebrativo e invece raccontare visivamente il suo percorso, i momenti di trionfo e la sua mentalità indistruttibile.
Ho lavorato molto sull’equilibrio tra realismo e astrazione, cercando di rendere il movimento e la tensione fisica che caratterizzano il suo gioco.

Come hai scelto le immagini e gli elementi visivi da combinare?
Le immagini scelte sono uno storytelling visivo della sua carriera. Ho selezionato momenti chiave che rappresentano non solo i suoi successi, ma anche la sua resilienza e la sua evoluzione come atleta. Ho combinato elementi iconici del tennis con dettagli grafici e strutture spezzate per restituire il senso di dinamismo e intensità che lo contraddistingue in campo.
Qual è l’aspetto più emozionante di lavorare su progetti editoriali sportivi?
Questo progetto mi è piaciuto molto perché mi ha permesso di sperimentare nuovi stili di collage, più dinamici e pop, adattandoli al contesto sportivo. Lavorare su immagini legate allo sport è particolarmente stimolante perché si tratta di catturare il movimento, l’energia e l’emozione del momento, trasformandoli in qualcosa di visivamente potente.
Hai avuto qualche ispirazione particolare per questo lavoro?
Mi sono ispirato al linguaggio visivo delle locandine sportive vintage e alla grafica dei magazine degli anni ‘80 e ‘90, mescolandolo con elementi contemporanei di collage e poster art. Ho voluto che l’illustrazione trasmettesse un’energia quasi esplosiva, riflettendo la forza e la passione con cui Nadal affronta ogni partita.

Un altro progetto significativo è quello di Luca Di Bartolomeo per Lombardo, che ha portato l’arte direttamente su un campo da basket. Il progetto Make a Basket ha trasformato uno spazio, dedicato ai dipendenti dell’azienda, in un’opera d’arte a cielo aperto, con due murales che celebrano il legame tra sport, territorio e azienda.
L’illustrazione realizzata da Luca Di Bartolomeo si ispira allo stemma del comune di Villongo, enfatizzando l’importanza delle radici e del paesaggio locale. Un’opera che non è solo decorativa, ma rappresenta visivamente i valori e l’identità di Lombardo, rendendo il campo da basket un luogo di connessione e creatività.




Qual è stato il processo creativo dietro la realizzazione di questi murales?
L’idea è nata dalla ricerca e dallo studio del cliente e della location dell’azienda. Sono partito dal sintetizzare il simbolo del comune di Villongo, trasformandolo in una silhouette da cui partire per creare il mio cestista.
In che modo hai cercato di integrare l’identità dell’azienda nel progetto?
L’azienda è un tutt’uno con l’ambiente circostante, ho cercato di integrare al concept non solo i prodotti di Lombardo, luci di vario tipo, ma anche il rapporto viscerale che hanno con la natura.
Cosa significa per te lavorare su opere che trasformano fisicamente uno spazio pubblico?
Creare qualcosa che possa rimanere nel tempo e che possa essere parte integrante delle giornate di qualcuno, è una delle soddisfazioni più importanti. Amo questo tipo di progetti!
Hai avuto modo di vedere le reazioni delle persone che utilizzano il campo? Se sì, come è stato?
Ho potuto vedere solo qualcosina tramite i social, ma qualcosa si sta muovendo per organizzare una vera e propria inaugurazione. Non vedo l’ora!
Un viaggio illustrato che esplora il tennis non solo come sport, ma come metafora dell’esistenza.
Disciplina, resilienza, strategia e passione, tutto ciò si intreccia alle immagini evocative realizzate da Charlotte Le Bleu, che accompagnano il lettore dentro e oltre il campo da gioco.



Questi progetti dimostrano quanto il legame tra sport e illustrazione possa essere forte e significativo e come il talento degli illustratori sia in grado di esaltare l’anima dello sport, rendendolo ancora più iconico.
Dalle pubblicazioni editoriali agli spazi urbani, passando per il branding e le campagne promozionali, l’illustrazione si afferma come un potente mezzo di comunicazione e coinvolgimento, in grado di amplificare la bellezza dello sport rendendolo ancora più emozionante e accessibile.
Il futuro di questa connessione creativa è pieno di possibilità, con nuovi artisti pronti a esplorare e ridefinire il modo in cui percepiamo lo sport attraverso l’arte.
Esplora il nostro roster di artisti qui.
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Nel 2024 abbiamo lavorato a diversi progetti, su vari livelli, sperimentando con l’arte dell’illustrazione, del suono e delle parole, creando sempre qualcosa di nuovo, unico e memorabile. Gli ultimi mesi dell’anno sono stati intensi e stimolanti e abbiamo deciso di raccontarveli in un breve recap, ma in un formato un po’ diverso: l’idea è quella di partire da progetti già realizzati per portarvi nuove ispirazioni creative (magari proprio quelle che stavate cercando!) per iniziare al meglio questo nuovo anno.
La versatilità dell’illustrazione permette di creare per i brand un’identità visiva unica e di raccontare una storia avvincente attorno al prodotto, suscitando curiosità ed emozione nel pubblico.
L’approccio visivo contribuisce a rendere il messaggio memorabile, differenziando il prodotto in un mercato sempre più competitivo e trasformando un messaggio promozionale in un’esperienza da ricordare.
“Reinterpretare la luce Foscarini con l’illustrazione”: leggi di più sul progetto qui!
L’attività di live sketching durante gli eventi del tuo brand è un’idea innovativa e coinvolgente che valorizza l’immagine del marchio e coinvolge il pubblico.
Questo strumento crea un’esperienza unica per i partecipanti, che diventano i protagonisti di quel momento. I ritratti realizzati live, non solo rafforzano il legame emotivo con il pubblico, ma generano anche la produzione di contenuti autentici e condivisibili sui social, che amplificano la visibilità del brand.
Un progetto di questo tipo comunica creatività, attenzione al dettaglio e un approccio centrato sulle persone.


Lasciati ispirare dai live sketching di Charlotte Le Bleu per Armani Beauty e Nashi Argan!
Come puoi trasmettere i valori del tuo brand comunicando la tua l’identità differenziandoti in un panorama visivo spesso uniforme?
Le illustrazioni possono essere uno strumento fondamentale per questo, stimolano l’interazione e favoriscono la condivisione, rendono i tuoi contenuti più memorabili e coinvolgenti. Inoltre, consentono di raccontare storie uniche e in modo del tutto personalizzato, rafforzando la connessione emotiva con la tua community e usando un linguaggio comprensibile a tutti.

Ma la forza dell’illustrazione non si ferma al mondo virtuale: può essere il ponte che collega i contenuti digitali a esperienze reali, trasformando un’idea creativa in momenti tangibili.
Un esempio è il progetto “Bloom like your St-Germain Hugo”, in cui l’illustratrice Gra.phichette ha collaborato con St-Germain per creare un’illustrazione esclusiva utilizzata sia online che offline, culminando in un’esperienza live durante un evento a Milano.
L’illustrazione non solo ha arricchito la comunicazione social del brand, ma è diventata un elemento fisico e memorabile, attraverso la personalizzazione di tote bag omaggiate ai partecipanti.
Raccontiamo il roster di Yoonik con un format dedicato, dalla A alla Z. Questi sono gli artisti che vi abbiamo presentato da settembre a dicembre.
Ama creare opere che oltrepassino i tabù, che parlano di emozioni e relazioni, senza tralasciare l’aspetto erotico.

Un’estetica gioiosa, divertente e colorata. Le sue illustrazioni non sono solo satira, come può apparire al primo sguardo.
Il suo potere magico? Unire il brand content alle emozioni.
Per Chiara il viaggio è sempre stato uno strumento di ispirazione per le sue illustrazioni.

Lo stile di Linea Daria è caratterizzato principalmente dall’uso delle parole, che si distinguono proprio per la sua calligrafia minimale, oltre che per le immagini.

Questa è solo una parte di quello che Yoonik e il suo roster hanno realizzato per il 2024, unendo arte, creatività, progettazione e tanta dedizione.
Naviga il nostro sito per scoprire di più sul nostro team, il nostro roster e i nostri progetti!
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Dicembre 2023: Bomboland e Charlotte Le Bleu. (Applausi)

Bomboland – Come hai bilanciato la tua passione per le tecniche tradizionali con l’uso delle nuove tecnologie digitali nei tuoi lavori?
Charlotte – Adoro la tua domanda perché è stato un vero e proprio cruccio prendere la decisione di passare al digitale, perché ero molto attaccata alle tecniche tradizionali e non essendo per niente una persona tecnologica è stato molto difficile.
Quando ho preso la decisione ho cercato di imparare da sola, trovando la tecnica che più si avvicina al mio gusto. Il fatto di bilanciare tradizionale e tecnologico all’inizio è stato un dramma, perché dovendo imparare ad usare iPad ho dedicato tutta me stessa e ho lasciato da parte xilografia e pittura ad olio per esempio.
Ora fortunatamente sono più bilanciata perché mi prendo dei veri e propri “periodi di pausa artistica” dove mi concentro sulle tecniche che amo tanto. Ovviamente il tempo non è mai abbastanza perché mi piacerebbe sperimentare di più. La tecnologia diciamo che la utilizzo solo per il lavoro, come per esempio le commissioni private o per brand.

Bomboland – Nei tuoi lavori, sembri esplorare una gamma di temi profondi e personali inoltre vedo un filo conduttore comune lungo tutto il portfolio.
Mi racconti come scegli i soggetti dei tuoi lavori? Ci sono temi o messaggi specifici che cerchi di trasmettere attraverso le tue illustrazioni?
Charlotte – I miei lavori sono il risultato di una sorta di diario personale. Raccontano molto di me e del mio quotidiano. Cerco però di raccontare cose che possano interessare, far sorridere e accomunare le persone che vedono le mie illustrazioni.
Una delle parti più soddisfacente del mio lavoro è quando mi viene detto “mi hai rappresentata alla perfezione senza saperlo”, il fatto che le persone si rivedano nelle mie opere è la cosa più bella che mi possa capitare in una giornata lavorativa.



Bomboland – Quali sono le tue principali influenze? Come queste influenze si riflettono nei tuoi lavori? Non mi riferisco solo al mondo delle arti visive ma qualsiasi aspetto della quotidianità che possa ispirarti.
Charlotte – Le mie maggiori influenze partono dai grandi maestri, come tutti credo, poi ho imparato a guardare le piccole cose, e a rappresentarle perché sono quelle a cui non pensiamo mai, non ci soffermiamo, ma quando ce ne accorgiamo che sono passate o le abbiamo vissute le amiamo. Vederle in un’illustrazione, come può essere una carezza per esempio, secondo me fa ricordare alle persone quando un gesto del genere è prezioso.
Quindi cerco di ispirarmi a tutto ciò di carino e dolce che mi succede nella giornata. Capita anche di inventare e di sentirsi ispirato da una foto però. Le foto tante volte scaturiscono delle emozioni incredibili ed è da loro che inizia una storia.
Dai grandi maestri alle piccole cose di tutti i giorni. Charlotte si lascia ispirare da tutto ciò le succede di bello. E voi, da cosa vi fate ispirare?
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Ottobre 2023: Alan e Alessia. (Applausi)

Alan – Ciao Alessia, devi sapere che io sono un vecchio e quindi, mi ricordo cartoni animati di cui tu probabilmente, nemmeno hai sentito parlare. C’era una volta Iridella, una bambina che amava i colori e riempiva il mondo dell’arcobaleno con un colpo di bacino. I suoi nemici, che toglievano i colori a tutto, erano Murky Cupo e Lurky Guffo.
Ora, inutile dire che somigli molto a Iridella, tu che ridi sempre e vivi in un mondo di colori. Nella tua vita, chi sono stati e chi sono oggi, Murky Cupo e Lurky Guffo?
Alessia – Ciao Alan, che domanda super carina! In realtà ho presente chi è Iridella, perché da appassionata dei mercatini vintage ho trovato dei quaderni e dei libricini di questo personaggio, dovrei cercarli ora che mi ci hai fatto pensare!
Ti ringrazio tanto per questa visione molto arcobaleno di me, mi piace molto. Fondamentalmente sono sempre molto sorridente ed entusiasta della vita perchè come diceva mio nonno “la vita è un mozzico”, quindi tanto vale godersela con gioia e gratitudine e questo lo riporto molto nel mio lavoro, attraverso il colore per l’appunto, la scelta della palette è il mio momento preferito. Se entri nel mio studio poi, puoi vedere un’esplosione di collezioni e stampe colorate •ᴗ•
I miei nemici numero uno sono le persone negative e avare di cuore, le riconosco perché sento la loro energia non bella e contraria alla mia creatività. Ho imparato a gestire molto bene il mio contrasto con loro, attraverso la terapia e tanto esercizio personale per riconoscerle e limitare il mio contatto con loro. Difficile, ora come ora, levare i colori a Supercandy!

Alan – Ho visto delle tue iniziative “Drawing merenda” e “Drawing breakfast”, le trovo straordinarie! Ce le spieghi? Sono solo eventi che fai a Milano o anche altrove? Sono gratuiti?
Alessia – “Drawing merenda/breakfast” è un progetto che nasce dalla mia passione in primis per la colazione e la merenda (ogni settimana vado in avanscoperta di posti nuovi), poi unita al mio amore per il live sketching e la condivisione con gli altri. Funziona così, ogni mese scelgo una location diversa, che sia un bar, una pasticceria di design, una gelateria, e lì ci riuniamo con altre 5/10 persone (che si iscrivono prima) per disegnare insieme gratuitamente, chiacchierare e passare del tempo creativo di qualità insieme ed essere anche meno sol* in una città come Milano che ti fagocita.
Le persone che vengono pagano ciò che consumano da mangiare o da bere e non è richiesto assolutamente di essere professionist* del settore, anzi, è un momento liberatorio e rilassante per conoscersi e liberare la mente.
Ci sono poi le “Drawing Merenda Workshop”, che prevedono un piccolo biglietto a pagamento e sono appuntamenti come quelli che ti ho appena descritto, che però comprendono una cosa da consumare e un piccolo workshop tematico con me! Per ora sono su Milano ma presto le farò anche in altre città!
Alan – Alessia Iridella, ci racconti un segreto?
Alessia – Se vuoi ti racconto il segreto dei pancakes perfetti, i miei (non per vantarmi ehhhhhhh) sono i migliori in circolazione.
Yogurt greco, albume, latte vegetale e farina di riso, shakera shakera, cuoci e riempi di frutta e cioccolata! Mamma che fame che mi sta venendo •ᴗ•
Alan – Alessia, hai fatto degli errori lavorativamente parlando che, potendo tornare indietro, non ripeteresti e che suggeriresti a chi approccia a questo lavoro di evitare? E come hai risolto, se hai risolto.
Alessia – Ognuno, citando una canzone, ha il proprio “diario degli errori”, errori pratici, emotivi, lavorativi, quindi ne ho fatti anche io, cercando sempre di rimediare e imparare. L’errore che forse consiglierei di evitare a chi fa il mio stesso lavoro, soprattutto all’inizio, è quello di far si che i clienti non decidano il tuo “valore”, quanto il tuo lavoro deve costare, quanto tempo devi impiegare… Poi è importante limitare molto l’influenza negativa di chi ti sottovaluta, non fare l’errore di sentirsi condizionati dal giudizio di chi magari parte prevenuto e giudicante nei confronti del tuo lavoro e della tua personalità artistica.
Alan – Qui entriamo nel mio campo indirettamente! Trovi un filo conduttore tra il tuo lavoro e la quantità di Baci che hai dato? In parole povere, essere illustratrice è una buona scusa per limonare?
Alessia – Niente limoni professionali, regola numero uno da sempre. Se parliamo però di tenerezza, abbracci, sono una persona molto fisica e l’emotività che mi muove la trasporto anche nel lavoro, creando così la mia poetica interiore e visiva.
Però mi faccio tanti film in in testa, mi aiutano a immaginare mondi infiniti, forse avrei potuto scegliere la carriera della Regista in caso non avessi intrapreso quella della designer! Sono stata brava a sviare la domanda eh 😛
Alan – Alessia oggi ti aiutiamo a realizzare un sogno: con che grande azienda vorresti lavorare? E cosa vorresti fare per loro?
Alessia – Ma anche solide realtà? Caspita ci devo pensare bene allora •ᴗ• Mi piacerebbe in generale creare anche oggetti di design prima o poi, se penso a Memphis Milano, il sogno è quello di disegnare qualche pezzo per loro.
Per quanto riguarda l’illustrazione, te la butto lì, mi piacerebbe illustrare una bella confezione colorata di Baci Perugina e i pacchetti di fazzoletti Tempo per pulirmi la bocca dopo aver finito la scatola di cioccolatini!



Alan – Grazie mille per il tuo tempo, e tu chi vorresti ringraziare che non hai ancora ringraziato?
Alessia – Me stessa per aver studiato e spinto così tanto per i miei obiettivi raggiunti e per quelli che ho per il futuro e poi la mia community sui social e fuori, sempre molto partecipe e di sostegno!
Grazie per la bella chiacchierata Alan •ᴗ•
È stata un’yntervista davvero profonda e ricca.
Alan e Alessia si sono lasciati trasportare dal racconto di progetti, segreti, errori e sogni.
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Settembre 2023: Ilaria Urbinati e Allissand. (Applausi)

Ilaria – Allissand, sei anche tatuatrice e modella: come dialogano insieme le tue passioni?
Allissand – Il lavoro di tatuatrice e quello di illustratrice hanno delle analogie, entrambi richiedono passione per il disegno e l’uso di metafore visive. Differiscono solo – quasi – nel tipo di pubblico: nel primo caso mi concentro sul singolo individuo, quando illustro invece cerco un linguaggio quanto più possibile universale. Per quanto riguarda la parte “modella” vi confesso che è nato tutto per caso e che mai avrei pensato di trovarmi in un ambito apparentemente tanto lontano da me. Una volta ero molto timida – in segreto lo sono ancora – quindi disegnare è da sempre la modalità che preferisco per comunicare. Mettersi davanti all’obiettivo ha richiesto molto più coraggio, ma mi ha aiutata a crescere e a scoprire l’intrigante mondo della fotografia. La combinazione delle tre cose mi permette di mescolare queste realtà in modo sempre nuovo e creativo.
Ilaria – I tatuaggi e l’illustrazione concettuale condividono l’utilizzo della semiotica, la rappresentazione dei simboli e degli archetipi visivi – consigliaci qualche risorsa utile per approfondire questi temi affascinanti!


Allissand – La semiotica è parte di noi. Ne facciamo uso tutte le notti, quando sogniamo: le immagini che la nostra mente crea nel sonno potrebbero essere lette per comprendere meglio i nostri moti interiori. Io ho scelto di affidarmi alle immagini per provare a capire il mondo. Mi sono appassionata a questi temi naturalmente, direi per caso e soprattutto per gioco. Confesso che mi diverte moltissimo associare simboli visivi per creare nuovi significati, una specie di rebus al contrario. Ovviamente studiare, fare ricerca è fondamentale, ma la vera chiave penso sia la curiosità, senza limiti.
Ilaria – Ci vuole la domanda di rito: quali sono i tuoi sogni nel cassetto e i tuoi progetti futuri?
Allissand – Sarò naif ma fin da bambina, quando vedo una stella cadente esprimo lo stesso desiderio. Sul serio, sempre quello. Non sono scaramantica, ma qualcuno direbbe che se ve lo rivelassi non si avvererebbe e io voglio lasciare a questo qualcuno il beneficio del dubbio! I progetti invece non ci sono, nell’ultimo anno sono cambiati talmente tante volte che ho perso il conto. Penso continuerò a lasciarmi stupire ma, tra le varie cose, mi piacerebbe lavorare sempre di più nell’editoria. Ah, e forse sto scarabocchiando quello che potrebbe diventare il mio primo timido albo illustrato.

Curiosità, passione, creatività e anche un pò di timidezza, hanno fatto scoprire ad Allissand dei mondi apparentemente scollegati, ma concretamente uniti tra loro. A noi invece, hanno fatto conoscere parte di lei!
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Agosto 2023: Charlotte Le Bleau e Pollaz. (Applausi)

Charlotte – Ciao Paola, a prima vista, se una persona sbircia nel tuo profilo può trovare un bel po’ di citazioni cinematografiche fantastiche. Ci consigli uno o due tra i tuoi film preferiti e perché?
Pollaz – Ce ne sono davvero tanti ma quello che mi sento sempre di consigliare è This is England di Shane Meadows. (Bellissime anche le 3 miniserie sequel ambientate 3, 5 e 7 anni dopo). È un film molto dolce ma allo stesso tempo molto violento e che fa riflettere. Racconta il passaggio dall’infanzia all’adolescenza di Shaun, un dodicenne che ha perso il padre nella guerra delle Falklands, è arrabbiato e deluso e conosce l’amicizia, quella buona ma anche quella cattiva.
Charlotte – Da amante della fotografia istantanea non posso che amare le tue creazioni in formato polaroid. Si percepisce il lavoro complesso e certosino che c’è dietro. Come nasce questa idea di opera d’arte?
Pollaz – Le Polaroid sono nate durante il lockdown: il bisogno di muovermi e conoscere posti nuovi ma non poterlo fare mi stava intristendo molto così ho deciso di provare a ridare vita a viaggi fatti in passato e a crearne di nuovi (anche immaginari).



Charlotte – Pensando dal futuro, (in grande) senza limiti di ogni tipo: per/con chi o a cosa ti piacerebbe lavorare?
Pollaz – Vorrei tanto illustrare una confezione di patatine in sacchetto 😀
Non vediamo l’ora di mangiare le patatine con il packaging illustrato di Pollaz e ringraziamo Charlotte per l’intervista e il ritratto. La prossima #yntervista uscirà a Settembre!
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A Luglio 2023: Jacopo Sacquegno e Chiara Varotto. (Applausi)

Jacopo – Le tue illustrazioni hanno una bellissima commistione di contorni grafici riempiti con trame fatte di fotografie di capelli, tessuti, piante. Da dove nasce questa ispirazione?
Chiara – Nel periodo della mia formazione, mentre ero alla ricerca di un mio stile personale, lavoravo molto con campiture piatte, niente digitale, ma con gli acrilici. Sperimentavo e cercavo una voce che fosse la mia, ben riconoscibile. Approcciandomi al digitale, ho trovato il mezzo molto performante, ma i riempimenti flat non mi sembravano la chiave migliore per esprimermi. Ho iniziato ad applicare delle texture per rendere più vivo l’immaginario, dargli maggior tridimensionalità e dinamismo. Mi piace l’idea che le mie illustrazioni possano essere viste sia da vicino, andando a caccia dei dettagli delle texture, sia da lontano, godendo dell’interezza della scena.



Jacopo – Quanto c’è della “te bambina” quando crei le tue opere?
Chiara – Credo che del mio “io bambina” ci sia principalmente lo sguardo di meraviglia e di stupore con cui ancora riesco a guardare il mondo. Quello che mi permette di rendere fresca e spontanea la sintesi delle forme e i contrasti cromatici.
Jacopo – Il tuo lavoro spazia tra tantissimi progetti, supporti e obiettivi diversi. Quali sono i campi o i tipi di progetti su cui ti piace lavorare di più?
Chiara – In realtà mi piace lavorare in quasi tutti i settori e gli ambiti, perché ognuno ha una storia da raccontare e le mie illustrazioni possono essere il mezzo per raccontarla. Amo lavorare per l’editoria, per il fashion e il food. Mi piace quando l’illustrazione assume una dimensione reale e diventa tridimensionale e palpabile, come su un pack o un libro. È come se acquisisse vita propria, lo trovo molto affascinante.
L’arte del visual thinking di Jacopo Sacquegno diventa, non solo il ritratto di Chiara, ma l’intera yntervista: partendo dal suo passato, fino al suo stile personale di oggi, caratterizzato da texture diverse che diventano strumento evocativo e di espressione.
Puoi approfondire i profili di Jacopo e Chiara leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!
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A Giugno 2023: Vanessa Farano e Colore G. (Applausi)

Vanessa – Cosa sta succedendo nel tuo mondo creativo in questo momento?
Colore G – Sto cercando nuove vie, nuove forme, nuovi materiali, nuovi strumenti per creare, per avanzare, crescere e cercare di non ritrovarmi vecchio nei pensieri e con la polvere sul cuore.

Vanessa – Descrivi il progetto dei tuoi sogni.
Colore G – Sviluppare la mia creatività con una vita vista mare.
Vanessa – Come pensi che internet abbia influenzato l’illustrazione?
Colore G – Il web ha sicuramente accelerato alcuni processi dando delle opportunità. Tanti pro e tanti contro. Chissà se un giorno rimarrà traccia dei nostri lavori in digitale!
Dal mondo creativo, ai sogni, fino al digitale: un’yntervista che ha spaziato e toccato vari temi.
Dove ci porterà la prossima?
Puoi approfondire i profili di Vanessa e Colore G leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!
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In questo articolo vi raccontiamo i nuovi ingressi nel roster: non una biografia canonica, ma un dettaglio alla volta, osservandoli da vicino.
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Scopri gli ultimi progetti di Yoonik e le nuove entrate nel roster: illustrazione, talent management e creatività in continuo movimento.
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L'illustrazione racconta temi sociali complessi: dai progetti di prevenzione con LILT alla solidarietà di "Il Bello che fa bene". Scopri il potere visivo dei talenti Yoonik.
17.05.23
Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino. Maggio 2023: Chiaralascura e Pumpkins Graphics. (Applausi)

Chiara – Quando hai capito che l’illustrazione era la strada giusta per te?
Pumpkins – Quando mi sono capitati tra le mani Animalium di Katie Scott e Mappe. Non per lo stile, che poi non è mai diventato il mio, ma perchè ho capito che volevo provare a mettere qualcosa di bello nel lavoro che già facevo di graphic design e animazione.
Chiara – Che musica ascolti quando lavori?
Pumpkins – Adesso A Burial at Sea a ripetizione (grazie Gio) e Much Love (di Microwave). Ma vanno benissimo Totorro e Tiny Moving Parts se sei contento o Eric Bibb e The Gaslight Anthem se hai un po’ di blues. Posso anche dire altri nomi a caso se vuoi.
Chiara – Se aprissi il tuo sketchbook oggi, cosa ci troverei?
Pumpkins – Una specie di reinterpretazione de La Libertà che guida il popolo, come una dea della vittoria sostenuta da mani giganti, serpenti e motivi floreali! Nell’altra pagina delle papere.



Un’intervista che è diventata un viaggio: dalla prima ispirazione agli ultimi disegni fatti nello sketch, accompagnati da della buona musica.
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19.04.23
Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.
Ad Aprile 2023: Pumpkins Graphics e Roby il Pettirosso. (Applausi)

Pumpkins – Cosa deve avere una persona, un personaggio storico o contemporaneo, per finire nelle tue illustrazioni?
Ernesto – Deve avere dei problemi a relazionarsi con gli altri, essere incompreso dalla società e deve aver fatto qualcosa nella vita per amore degli altri e della società.
Pumpkins – Mi hanno fatto recentemente una domanda che mi è piaciuta, quindi te la giro: viaggio in un posto caldo o freddo? E perchè proprio li?
Ernesto – Freddo senza dubbio. Odio il caldo.
Pumpkins – Prendi matita e foglio adesso, senza pensarci, cosa disegni?
Ernesto – Uno gnomo.


I tributi illustrati di Ernesto sono racconti di uomini e donne che hanno cambiato il mondo, un giorno alla volta. Chi sarà la coppia della prossima #yntervista?
Puoi approfondire i profili di Pumpkins Graphics e Ernesto Anderle leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!
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10.03.23
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A Marzo 2023: Elisa Lanconelli e Timidessen. (Applausi)

Elisa – Ciao Timidessen! La tua ispirazione maggiore viene dalle file dei supermercati, ma qual’è la corsia che preferisci? Trovi ispirazione anche nelle persone che la “popolano” o solo nei prodotti che ci trovi?
Timidessen – La mia corsia preferita è sicuramente quella dei surgelati! Il lavoro però è soprattutto introspettivo: scavo dentro nelle emozioni e le faccio uscire sotto forma di prodotti.
Elisa – Io al supermercato guardo sempre la spesa di chi mi sta di fronte alla cassa e mi immagino la sua vita. Mi dici la tua spesa tipo e un prodotto che non può mancare così che ti possa disegnare?
Timidessen – La mia spesa è totalmente caotica, prendo cose a caso ma un etto SCARSO di bresaola non manca mai. Dico sempre “scarso” per ovviare al problema del “un etto e mezzo, che faccio lascio?”, perché non so mai come rispondere.



Elisa – Tra tutti i prodotti che hai interpretato ci puoi dire il prodotto che hai amato di più disegnare e a cui sei piu “legato”?
Timidessen – Neuro Problems e Imbechilly: ricordo ancora quando li ho incrociati con lo sguardo in bagno e sono scoppiato a ridere da solo.
Elisa – Il tuo progetto è diventato subito virale: ma quali sono i pro e i contro del social per i creativi?
Timidessen – Tutto è nato sui i social nel 2020 e proprio i social mi hanno permesso di far conoscere questo progetto. Quello che posso dire è che con questa dinamica piano piano ci si ritrova in un loop creativo, una spirale dove non si capisce più se questo progetto lo stai facendo per il tuo bisogno creativo, per bisogno di approvazione o per soddisfare quello che il meccanismo di Instagram in qualche modo ti “richiede”. Se potessi dare un consiglio sarebbe questo: bisogna staccare ogni tanto, prendersi una pausa e ascoltare la creatività.

Elisa – Ultima domanda: uscirai mai dalle file del supermercato?
Timidessen – Sono già uscito con diversi progetti ed eventi, che mi hanno permesso di analizzare in profondità le emozioni che nei prodotti si “sentono” superficialmente. E voglio uscire sempre di più, perché credo che superare la TIMIDESSEN voglia dire anche godermi una emozione in più e una fetta di mondo che prima non conoscevo.
Sicuramente, noi non guarderemo più gli scaffali del supermercato con gli stessi occhi 👀
Emozioni, creatività, prodotti: il linguaggio visivo di Timidessen ci ha conquistati e con Elisa abbiamo potuto approfondirlo ancora di più.
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16.02.23
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A Febbraio 2023: Icaro Tuttle e Cheit. (Applausi)

Icaro – I tuoi disegni sono sempre morbidi e delicati come fiori, ma fanno anche molto male e a volte lasciano piccole ferite. Se fossi un fiore, che fiore saresti? E se fossi un cerotto, che disegnini avresti sopra?
Cheit – Mi piacerebbe rispondere “un girasole” perché è il mio fiore preferito, così strano e giallo (forse in effetti un po’ mi rispecchia). Però poi ci sono anche questi piccoli fiorellini blu di montagna, con un blu accesissimo e bellissimo eppure così piccini da passare inosservati a molti. Mi piace pensare di essere anche io così, insomma se mi guardi bene a volte sono capace di brillare anch’io. Invece se fossi un cerotto probabilmente avrei sopra delle stelline, ma vorrei essere un cerotto ancora più tosto e avere quelle che si illuminano al buio.
Icaro – Nei tuoi disegni c’è spesso una macchia nera, un mostro, demone, omino triste. Qual è il suo nome? Qual è il suo cognome? E qual è il suo stile architettonico preferito?
Cheit – I miei mostrini non hanno un nome, sono più che altro delle presenze… almeno credo. Non gliel’ho mai chiesto. Ma se dovessi provare a indovinare credo che il loro stile architettonico preferito sarebbe il barocco. Sono tipi sfarzosi.

Icaro – Ci puoi dire la canzone o brano musicale che racchiude al meglio il tuo stile d’illustrazione?
Cheit – Una domanda complicatissima, perché spazio tra decine di stili sempre diversi. Credo che però ci sia una canzone che racchiude un po’ il cuore delle mie storie, un pezzettino della me bambina che è colei che ispira ogni mio disegno: Manchild degli Eels. È una carezza al cuore e un pugno nello stomaco allo stesso tempo.
Oggi tutto ha brillato: fiori, parole, persone, anche le stelline sui cerotti. Siamo scesi in profondità e abbiamo scoperto una parte dell’anima delle illustrazioni di Cheit, cosa succederà nella prossima yntervista?
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02.12.22
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A Dicembre 2022: Adry De Martino e Juls Crivèller. (Applausi)

Adry – Come nasce questa voglia di raccontarti attraverso il lettering? Se fossi un font quale saresti?
Juls – Ho sempre amato la bella scrittura. Alle elementari ho avuto una maestra meravigliosa che adorava il corsivo: la bic era bandita, solo stilografiche! Credo che in qualche modo la bellezza delle lettere mi abbia rapita già in quel momento. È solo una decina di anni fa però che ho realizzato che potevo esprimermi anche disegnando davvero le lettere dandogli personalità. Camminando per strada mi affascina assorbire tutte le forme che le città possono offrire. Se fossi un carattere? Probabilmente il Circular: preciso e rigoroso, ma con delle caratteristiche morbide e rotonde che lo rendono versatile e super contemporaneo.
Adry – Se fossi una palette colori per descriverti e descrivere il tuo momento attuale quale saresti?
Juls – Ho sempre amato i colori pastello, ma in quest’ultimo anno ho cercato di uscire dalla mia comfort zone, calcando di più la mano su colori densi e forti. Uno degli abbinamenti che amo di più e uso spesso nei miei progetti è il rosa e il rosso. In questo momento mi sento una palette di arancione zucca, pervinca e giallo senape.
Adry – Come è stato illustrare un libro sulla sessualità per bambini, senza cadere nei soliti cliché del cavolo e della cicogna?
Juls – È stato davvero difficile, ambizioso e di grande insegnamento. Quando ho accettato di illustrare questo libro una parte di me sperava di poter camuffare in qualche modo i disegni: avevo paura che essere diretti significasse automaticamente diventare aggressivi e volgari. Non ero assolutamente abituata a parlare apertamente di sessualità: lavorare innanzitutto su di me mi ha resa consapevole di quanta strada ancora ci sia da fare in Italia quando si parla di questo tema. Creare uno strumento sincero e semplice per aiutare grandi e piccoli a trovare le parole giuste è stata la più grande soddisfazione ed è stato possibile solo grazie al grande lavoro fatto con Chiara Gregori, l’autrice.


Grandi progetti e forti passioni, palette autunnali e font che descrivono personalità: ma quante cose possiamo scoprire sui nostri illustratori con solo tre domande?
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02.11.22
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A Novembre 2022: Supercandystudio e Mattia Riami. (Applausi)

Alessia – Hai qualche rituale o qualcosa che fai di solito, quando hai bisogno di staccare la spina o sei scarico di idee e hai bisogno di nuove ispirazioni?
Mattia – Ho un rituale abbastanza metodico: compilo una serie di diarietti dove raccolgo delle to-do list semplicissime. Sono ispirazioni, idee messe nero su bianco di getto, rigorosamente tutto scritto a penna su carta, niente digitale. Anche guardare il lavoro di altri artisti e colleghi su libri e social mi permette di spaziare con le idee e avere più spinta a sperimentare nuove forme d’arte. Questo mi aiuta anche a fermare il senso di smarrimento e fare focus su nuove spinte creative.



Alessia – Quali sono per te tre libri di design/arte indispensabili?
Mattia – “Works” di Lorenzo Mattotti, Logos, “Biografia di Egon Schiele”, Skira e “Simboli” Hans Biedermann, Le Garzantine.
Alessia – Com’è il tuo rapporto con il colore nel lavoro da illustratore e quali sono state le influenze e i cambiamenti a riguardo, nel corso della tua carriera artistica?
Mattia – In passato realizzavo principalmente illustrazioni in B/N. Ora il colore è molto presente invece nei miei lavori e credo che questo cambiamento sia avvenuto in maniera del tutto spontanea, guardando ciò che accade intorno nel coloratissimo mondo dell’illustrazione. Una grande influenza viene da questo mio momento di vita, in cui la felicità è esplosa, e così i colori nella mie opere.
Sperimentare, evolvere, creare: le to do list di Mattia diventano fonte di ispirazione anche per noi. Quale sarà il prossimo mondo illustrato e raccontato dalle nostre interviste?
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27.10.22
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A Ottobre 2022: Luchadora e Chiaralascura. (Applausi)

Luchadora – Come mai i temi sociali sono diventati così centrali nelle tue illustrazioni?
Chiara – L’illustrazione è entrata nella mia vita mentre stavo iniziando gradualmente a riflettere su temi come l’antispecismo, il femminismo e la fat liberation quindi per me è stato naturale incorporare queste idee nei miei lavori. Disegnare corpi grassi, in particolare, è per me un gesto politico e di liberazione personale e collettiva.
Luchadora – Cosa diresti alla te di 10 anni fa se la vedessi oggi?
Chiara – Le direi di essere liberamente se stessa senza andare in overthinking, di non paragonarsi alle altre persone, di sperimentare di più e di essere più aperta, sincera e vulnerabile nella vita e nella creatività.


Luchadora – Se non avessi fatto l’illustratrice quale strada pensi avresti intrapreso?
Chiara – La scrittura, la musica, forse la stand up comedy (mi illudo di fare ridere, ma non so se sia effettivamente vero), comunque qualcosa di creativo, in qualunque altro contesto sarei stata estremamente infelice.
L’ingrediente principale di oggi è la creatività, in ogni sua forma ed espressione, capace di renderci liberƏ e farci riflettere.
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28.09.22
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A Settembre 2022: Serena Gianoli e Il Tela. (Applausi)

Serena – Ciao Andrea! Partirei subito con una domanda a bruciapelo: perché il Tela?
Andrea – Ho deciso di chiamarmi “il Tela” all’inizio del mio percorso da freelance: dopo qualche lavoro di grafica per aziende e brand ho iniziato a customizzare a mano con colori e pennello i telai delle bici. Da qui ho iniziato a vedere ogni cosa come una Tela bianca da dipingere, da qui il mio nome. Non mi sono più fermato.
Serena – Su quale supporto ti sei divertito di più a creare?
Andrea – Ho customizzato qualsiasi cosa: dagli oggetti più comuni come giacche, scarpe, bottiglie, ai più strani come caschi e frigoriferi. I supporti stimolano la mia fantasia e ogni volta è una nuova sfida, un nuovo materiale, una nuova forma, una nuova grafica: non mi annoio mai e do vita a qualcosa di unico che qualcuno utilizzerà. La superficie che mi diverte di più è il telaio della bici: lavorare su una superficie del genere non è una passeggiata ma una volta finito e rimontato è una vera soddisfazione e un piacere per gli occhi.
Serena – Tra i tuoi lavori ho visto molti soggetti tra cui teschi, elementi della natura, ma soprattutto animali. Hai per caso un animale guida? Se sì quale e perchè?
Andrea – Amo gli animali, mi piace scoprire le loro capacità, i dettagli e la loro connessione con il resto del pianeta. Fin da piccolo ho sempre guardato tanti documentari, e ora che sono grande ho riscoperto che stare nella natura tra acqua e piante mi fa sentire davvero bene. Tutto questo lo traduco a modo mio nelle mie illustrazioni. Non ho un vero e proprio animale guida, però ho con me Amaro, il mio fido compagno di Lab a quattro zampe.



“Ogni cosa è una tela bianca da dipingere”: un motto che è diventato anche uno stile di vita, che si intreccia all’amore per gli animali e la natura. E voi, ce l’avete uno spirito guida?
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Maggio 2022: Juls Criveller e Luchadora. (Applausi)

Juls – I tuoi progetti sono una bomba di colore. A cosa/chi ti ispiri per le tue palette così vitaminiche?
Luchadora – Mi lascio trasportare dal cinema, dai libri e dalle chiacchiere con gli amici, mi piace esprimere voglia di vivere e felicità con colori pieni e forme semplici (anche quando parlo di temi più “forti”).


Juls – Da dove nasce il tuo nome d’arte?
Luchadora – Il nome Luchadora è ispirato alle lottatrici del wrestling messicano, delle quali ho sempre trovato estremamente affascinante l’allegria dei colori, la fantasia e l’energia che trasmettono le loro maschere, senza trascurare il concetto di lottatrice che rende questo nome d’arte ancora più bello ai miei occhi.
Juls – Ho visto che tra i tuoi progetti prediligi spesso i murales. Se potessi scegliere, quale muro della tua città ti piacerebbe riempire di colore?
Luchadora – Questa è una bella domanda, ci sono un sacco di bei muri che meriterebbero di essere dipinti, ma sicuramente partirei dalla facciata della stazione di Firenze Statuto per una questione d’affetto.
Palette vitaminiche, lottatrici del wrestling messicano e muri delle città: per oggi è tutto, linea allo studio!
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13.04.22
Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino. Aprile 2022: Chiara Varotto e Alan Zeni. (Applausi)

Chiara – Qual è stato il bacio che ha ispirato la tua passione per i baci?
Alan – Nessun Bacio e tutti i Baci. Più che il Bacio, a dire il vero, quello che mi ha ispirato i Baci sono i gusti che han lasciato. I gusti degli errori e delle cazzate fatte per rubare un Bacio piuttosto che le occasioni mancate di darne.
Nelle mie illustrazioni, come nei libri che le custodiscono, non ci si tuffa per ricordare o sognare un Bacio, ma succede che queste poche linee rievochino pensieri avuti in quel momento o le parole, le promesse e le maledizioni immediatamente successive a quell’istante.
Ho cominciato a illustrarli pensando che fossero fili di perle caduti nel mare della pancia di tutti noi che qualche romantico avrebbe potuto ripescare. Quasi come un profumo che riporta ad una sensazione personale.
Ho continuato ad illustrarne a centinaia scoprendo che somigliavano più a dei nei comparsi qua e là senza motivo apparente sulla nostra pelle. Piccoli buchi neri che possono nascondere universi che ci hanno cambiati e continuano a farlo. Perché un giorno mentre sei sotto la doccia, mentre ti guardi di sfuggita in uno specchio Tac! Quel neo che attira la tua attenzione e…
Chiara – Se non parlassi/scrivessi/illustrassi di baci, di cosa lo faresti?
Alan – Di viaggi e di persone, che poi è la stessa cosa.


Chiara – Se dovessi associarti ad un ortaggio o ad un frutto, cosa saresti?
Alan – Direi un pomodoro. Tanti pensano sia una verdura e invece…
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13.03.22
È tempo di presentazioni!
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A Marzo 2022: MattiaRiami e Martina Filippella, nota anche come Diari di brodo. (Applausi)

Mattia – Ciao Martina! Ho visto che nel tuo lavoro sono molto presenti immagini di celebrità sulle quali ti diverti a disegnare inserendole poi in mondi fantastici: come scegli questi personaggi?
Martina – Ciao Mattia! Innanzitutto devo “innamorarmi” da un punto di vista estetico: mi devono colpire la foto, la posa, i colori, l’abito che la celebrità indossa. Non è necessario che sia per forza un personaggio che amo alla follia, ma sicuramente il legame emotivo che instauro con esso è un aiuto in più per poi costruirgli intorno un mondo illustrato.



Mattia – Una delle tue pagine Instagram, Diario di Brodo, è davvero esilarante! Com’è nata? Da dove nascono tutte le situazioni che descrivi?
Martina – Grazie 🙂 Diari di Brodo è figlia, come tanti progetti, di noia, ansia e tutte le condizioni negative che abbiamo sperimentato in pandemia. In realtà come progetto cartaceo nasce nel 2018, era il mio diario illustrato di tutti i giorni. Nel 2020 l’ho reso digitale.
Per ispirarmi attingo a qualsiasi cosa: come mi sento in quel momento, cosa succede nel mondo, riflessioni generali sulla vita ecc. Molte volte mi diverto a cercare contenuti “trending” sui social e farne delle parodie.


Mattia – Tu sei più una tipa da cane o da gatto? O nessuno dei due!?
Martina – GATTI! Sono una gattara. Amo molto anche i cani, soprattutto quelli di piccola taglia, ma con i gatti sento di avere in comune lo stesso carattere introverso, un po’ scontroso e incredibilmente pigro.
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