29.12.23

Bomboland yntervista Charlotte Le Bleu

Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino.

Dicembre 2023: Bomboland e Charlotte Le Bleu. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Bomboland racconta visivamente e intervista Charlotte.


Bomboland – Come hai bilanciato la tua passione per le tecniche tradizionali con l’uso delle nuove tecnologie digitali nei tuoi lavori?

Charlotte – Adoro la tua domanda perché è stato un vero e proprio cruccio prendere la decisione di passare al digitale, perché ero molto attaccata alle tecniche tradizionali e non essendo per niente una persona tecnologica è stato molto difficile.

Quando ho preso la decisione ho cercato di imparare da sola, trovando la tecnica che più si avvicina al mio gusto. Il fatto di bilanciare tradizionale e tecnologico all’inizio è stato un dramma, perché dovendo imparare ad usare iPad ho dedicato tutta me stessa e ho lasciato da parte xilografia e pittura ad olio per esempio.

Ora fortunatamente sono più bilanciata perché mi prendo dei veri e propri “periodi di pausa artistica” dove mi concentro sulle tecniche che amo tanto. Ovviamente il tempo non è mai abbastanza perché mi piacerebbe sperimentare di più. La tecnologia diciamo che la utilizzo solo per il lavoro, come per esempio le commissioni private o per brand.

Bomboland – Nei tuoi lavori, sembri esplorare una gamma di temi profondi e personali inoltre vedo un filo conduttore comune lungo tutto il portfolio.

Mi racconti come scegli i soggetti dei tuoi lavori? Ci sono temi o messaggi specifici che cerchi di trasmettere attraverso le tue illustrazioni?

Charlotte – I miei lavori sono il risultato di una sorta di diario personale. Raccontano molto di me e del mio quotidiano. Cerco però di raccontare cose che possano interessare, far sorridere e accomunare le persone che vedono le mie illustrazioni.

Una delle parti più soddisfacente del mio lavoro è quando mi viene detto “mi hai rappresentata alla perfezione senza saperlo”, il fatto che le persone si rivedano nelle mie opere è la cosa più bella che mi possa capitare in una giornata lavorativa.

Bomboland – Quali sono le tue principali influenze? Come queste influenze si riflettono nei tuoi lavori? Non mi riferisco solo al mondo delle arti visive ma qualsiasi aspetto della quotidianità che possa ispirarti.

Charlotte – Le mie maggiori influenze partono dai grandi maestri, come tutti credo, poi ho imparato a guardare le piccole cose, e a rappresentarle perché sono quelle a cui non pensiamo mai, non ci soffermiamo, ma quando ce ne accorgiamo che sono passate o le abbiamo vissute le amiamo. Vederle in un’illustrazione, come può essere una carezza per esempio, secondo me fa ricordare alle persone quando un gesto del genere è prezioso.

Quindi cerco di ispirarmi a tutto ciò di carino e dolce che mi succede nella giornata. Capita anche di inventare e di sentirsi ispirato da una foto però. Le foto tante volte scaturiscono delle emozioni incredibili ed è da loro che inizia una storia.


Dai grandi maestri alle piccole cose di tutti i giorni. Charlotte si lascia ispirare da tutto ciò le succede di bello. E voi, da cosa vi fate ispirare?


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Alan Zeni yntervista Supercandystudio

Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino.

Ottobre 2023: Alan e Alessia. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande (questa volta qualcuna in più): Alan racconta visivamente e intervista Alessia.


Alan – Ciao Alessia, devi sapere che io sono un vecchio e quindi, mi ricordo cartoni animati di cui tu probabilmente, nemmeno hai sentito parlare. C’era una volta Iridella, una bambina che amava i colori e riempiva il mondo dell’arcobaleno con un colpo di bacino. I suoi nemici, che toglievano i colori a tutto, erano Murky Cupo e Lurky Guffo.

Ora, inutile dire che somigli molto a Iridella, tu che ridi sempre e vivi in un mondo di colori. Nella tua vita, chi sono stati e chi sono oggi, Murky Cupo e Lurky Guffo?

Alessia – Ciao Alan, che domanda super carina! In realtà ho presente chi è Iridella, perché da appassionata dei mercatini vintage ho trovato dei quaderni e dei libricini di questo personaggio, dovrei cercarli ora che mi ci hai fatto pensare!

Ti ringrazio tanto per questa visione molto arcobaleno di me, mi piace molto. Fondamentalmente sono sempre molto sorridente ed entusiasta della vita perchè come diceva mio nonno “la vita è un mozzico”, quindi tanto vale godersela con gioia e gratitudine e questo lo riporto molto nel mio lavoro, attraverso il colore per l’appunto, la scelta della palette è il mio momento preferito. Se entri nel mio studio poi, puoi vedere un’esplosione di collezioni e stampe colorate •ᴗ• 

I miei nemici numero uno sono le persone negative e avare di cuore, le riconosco perché sento la loro energia non bella e contraria alla mia creatività. Ho imparato a gestire molto bene il mio contrasto con loro, attraverso la terapia e tanto esercizio personale per riconoscerle e limitare il mio contatto con loro. Difficile, ora come ora, levare i colori a Supercandy!

Alan – Ho visto delle tue iniziative “Drawing merenda”  e “Drawing breakfast”, le trovo straordinarie! Ce le spieghi? Sono solo eventi che fai a Milano o anche altrove? Sono gratuiti?

Alessia – “Drawing merenda/breakfast” è un progetto che nasce dalla mia passione in primis per la colazione e la merenda (ogni settimana vado in avanscoperta di posti nuovi), poi unita al mio amore per il live sketching e la condivisione con gli altri. Funziona così, ogni mese scelgo una location diversa, che sia un bar, una pasticceria di design, una gelateria, e lì ci riuniamo con altre 5/10 persone (che si iscrivono prima) per disegnare insieme gratuitamente, chiacchierare e passare del tempo creativo di qualità insieme ed essere anche meno sol* in una città come Milano che ti fagocita.

Le persone che vengono pagano ciò che consumano da mangiare o da bere e non è richiesto assolutamente di essere professionist* del settore, anzi, è un momento liberatorio e rilassante per conoscersi e liberare la mente.

Ci sono poi le “Drawing Merenda Workshop”, che prevedono un piccolo biglietto a pagamento e sono appuntamenti come quelli che ti ho appena descritto, che però comprendono una cosa da consumare e un piccolo workshop tematico con me! Per ora sono su Milano ma presto le farò anche in altre città!

Alan – Alessia Iridella, ci racconti un segreto?

Alessia – Se vuoi ti racconto il segreto dei pancakes perfetti, i miei (non per vantarmi ehhhhhhh) sono i migliori in circolazione.

Yogurt greco, albume, latte vegetale e farina di riso, shakera shakera, cuoci e riempi di frutta e cioccolata! Mamma che fame che mi sta venendo •ᴗ• 

Alan – Alessia, hai fatto degli errori lavorativamente parlando che, potendo tornare indietro, non ripeteresti e che suggeriresti a chi approccia a questo lavoro di evitare? E come hai risolto, se hai risolto.

Alessia – Ognuno, citando una canzone, ha il proprio “diario degli errori”, errori pratici, emotivi, lavorativi, quindi ne ho fatti anche io, cercando sempre di rimediare e imparare. L’errore che forse consiglierei di evitare a chi fa il mio stesso lavoro, soprattutto all’inizio, è quello di far si che i clienti non decidano il tuo “valore”, quanto il tuo lavoro deve costare, quanto tempo devi impiegare… Poi è importante limitare molto l’influenza negativa di chi ti sottovaluta, non fare l’errore di sentirsi condizionati dal giudizio di chi magari parte prevenuto e giudicante nei confronti del tuo lavoro e della tua personalità artistica.

Alan – Qui entriamo nel mio campo indirettamente! Trovi un filo conduttore tra il tuo lavoro e la quantità di Baci che hai dato? In parole povere, essere illustratrice è una buona scusa per limonare?

Alessia – Niente limoni professionali, regola numero uno da sempre. Se parliamo però di tenerezza, abbracci, sono una persona molto fisica e l’emotività che mi muove la trasporto anche nel lavoro, creando così la mia poetica interiore e visiva.

Però mi faccio tanti film in in testa, mi aiutano a immaginare mondi infiniti, forse avrei potuto scegliere la carriera della Regista in caso non avessi intrapreso quella della designer! Sono stata brava a sviare la domanda eh 😛

Alan – Alessia oggi ti aiutiamo a realizzare un sogno: con che grande azienda vorresti lavorare? E cosa vorresti fare per loro?

Alessia – Ma anche solide realtà? Caspita ci devo pensare bene allora •ᴗ• Mi piacerebbe in generale creare anche oggetti di design prima o poi, se penso a Memphis Milano, il sogno è quello di disegnare qualche pezzo per loro.

Per quanto riguarda l’illustrazione, te la butto lì, mi piacerebbe illustrare una bella confezione colorata di Baci Perugina e i pacchetti di fazzoletti Tempo per pulirmi la bocca dopo aver finito la scatola di cioccolatini!

Alan – Grazie mille per il tuo tempo, e tu chi vorresti ringraziare che non hai ancora ringraziato?

Alessia – Me stessa per aver studiato e spinto così tanto per i miei obiettivi raggiunti e per quelli che ho per il futuro e poi la mia community sui social e fuori, sempre molto partecipe e di sostegno!

Grazie per la bella chiacchierata Alan •ᴗ•


È stata un’yntervista davvero profonda e ricca.

Alan e Alessia si sono lasciati trasportare dal racconto di progetti, segreti, errori e sogni.


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Ilaria Urbinati yntervista Allissand

Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino.

Settembre 2023: Ilaria Urbinati e Allissand. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Ilaria racconta visivamente e intervista Alessandra.


Ilaria – Allissand, sei anche tatuatrice e modella: come dialogano insieme le tue passioni?

Allissand – Il lavoro di tatuatrice e quello di illustratrice hanno delle analogie, entrambi richiedono passione per il disegno e l’uso di metafore visive. Differiscono solo – quasi – nel tipo di pubblico: nel primo caso mi concentro sul singolo individuo, quando illustro invece cerco un linguaggio quanto più possibile universale. Per quanto riguarda la parte “modella” vi confesso che è nato tutto per caso e che mai avrei pensato di trovarmi in un ambito apparentemente tanto lontano da me. Una volta ero molto timida – in segreto lo sono ancora – quindi disegnare è da sempre la modalità che preferisco per comunicare. Mettersi davanti all’obiettivo ha richiesto molto più coraggio, ma mi ha aiutata a crescere e a scoprire l’intrigante mondo della fotografia. La combinazione delle tre cose mi permette di mescolare queste realtà in modo sempre nuovo e creativo.

Ilaria – I tatuaggi e l’illustrazione concettuale condividono l’utilizzo della semiotica, la rappresentazione dei simboli e degli archetipi visivi – consigliaci qualche risorsa utile per approfondire questi temi affascinanti!

Allissand – La semiotica è parte di noi. Ne facciamo uso tutte le notti, quando sogniamo: le immagini che la nostra mente crea nel sonno potrebbero essere lette per comprendere meglio i nostri moti interiori. Io ho scelto di affidarmi alle immagini per provare a capire il mondo. Mi sono appassionata a questi temi naturalmente, direi per caso e soprattutto per gioco. Confesso che mi diverte moltissimo associare simboli visivi per creare nuovi significati, una specie di rebus al contrario. Ovviamente studiare, fare ricerca è fondamentale, ma la vera chiave penso sia la curiosità, senza limiti.

Ilaria – Ci vuole la domanda di rito: quali sono i tuoi sogni nel cassetto e i tuoi progetti futuri?

Allissand – Sarò naif ma fin da bambina, quando vedo una stella cadente esprimo lo stesso desiderio. Sul serio, sempre quello. Non sono scaramantica, ma qualcuno direbbe che se ve lo rivelassi non si avvererebbe e io voglio lasciare a questo qualcuno il beneficio del dubbio! I progetti invece non ci sono, nell’ultimo anno sono cambiati talmente tante volte che ho perso il conto. Penso continuerò a lasciarmi stupire ma, tra le varie cose, mi piacerebbe lavorare sempre di più nell’editoria. Ah, e forse sto scarabocchiando quello che potrebbe diventare il mio primo timido albo illustrato.


Curiosità, passione, creatività e anche un pò di timidezza, hanno fatto scoprire ad Allissand dei mondi apparentemente scollegati, ma concretamente uniti tra loro. A noi invece, hanno fatto conoscere parte di lei!


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Charlotte Le Bleu yntervista Pollaz

Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino.

Agosto 2023: Charlotte Le Bleau e Pollaz. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Charlotte racconta visivamente e intervista Pollaz.


Charlotte – Ciao Paola, a prima vista, se una persona sbircia nel tuo profilo può trovare un bel po’ di citazioni cinematografiche fantastiche. Ci consigli uno o due tra i tuoi film preferiti e perché?

Pollaz – Ce ne sono davvero tanti ma quello che mi sento sempre di consigliare è This is England di Shane Meadows. (Bellissime anche le 3 miniserie sequel ambientate 3, 5 e 7 anni dopo). È un film molto dolce ma allo stesso tempo molto violento e che fa riflettere. Racconta il passaggio dall’infanzia all’adolescenza di Shaun, un dodicenne che ha perso il padre nella guerra delle Falklands, è arrabbiato e deluso e conosce l’amicizia, quella buona ma anche quella cattiva.

Charlotte – Da amante della fotografia istantanea non posso che amare le tue creazioni in formato polaroid. Si percepisce il lavoro complesso e certosino che c’è dietro. Come nasce questa idea di opera d’arte?

Pollaz – Le Polaroid sono nate durante il lockdown: il bisogno di muovermi e conoscere posti nuovi ma non poterlo fare mi stava intristendo molto così ho deciso di provare a ridare vita a viaggi fatti in passato e a crearne di nuovi (anche immaginari).

Charlotte – Pensando dal futuro, (in grande) senza limiti di ogni tipo: per/con chi o a cosa ti piacerebbe lavorare?

Pollaz – Vorrei tanto illustrare una confezione di patatine in sacchetto 😀


Non vediamo l’ora di mangiare le patatine con il packaging illustrato di Pollaz e ringraziamo Charlotte per l’intervista e il ritratto. La prossima #yntervista uscirà a Settembre!


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14.07.23

Jacopo Sacquegno yntervista Chiara Varotto

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino.

A Luglio 2023: Jacopo Sacquegno e Chiara Varotto. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Jacopo racconta visivamente e intervista Chiara.


Jacopo – Le tue illustrazioni hanno una bellissima commistione di contorni grafici riempiti con trame fatte di fotografie di capelli, tessuti, piante. Da dove nasce questa ispirazione?

Chiara – Nel periodo della mia formazione, mentre ero alla ricerca di un mio stile personale, lavoravo molto con campiture piatte, niente digitale, ma con gli acrilici. Sperimentavo e cercavo una voce che fosse la mia, ben riconoscibile. Approcciandomi al digitale, ho trovato il mezzo molto performante, ma i riempimenti flat non mi sembravano la chiave migliore per esprimermi. Ho iniziato ad applicare delle texture per rendere più vivo l’immaginario, dargli maggior tridimensionalità e dinamismo. Mi piace l’idea che le mie illustrazioni possano essere viste sia da vicino, andando a caccia dei dettagli delle texture, sia da lontano, godendo dell’interezza della scena.

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Jacopo – Quanto c’è della “te bambina” quando crei le tue opere?

Chiara – Credo che del mio “io bambina” ci sia principalmente lo sguardo di meraviglia e di stupore con cui ancora riesco a guardare il mondo. Quello che mi permette di rendere fresca e spontanea la sintesi delle forme e i contrasti cromatici.

Jacopo – Il tuo lavoro spazia tra tantissimi progetti, supporti e obiettivi diversi. Quali sono i campi o i tipi di progetti su cui ti piace lavorare di più?

Chiara – In realtà mi piace lavorare in quasi tutti i settori e gli ambiti, perché ognuno ha una storia da raccontare e le mie illustrazioni possono essere il mezzo per raccontarla. Amo lavorare per l’editoria, per il fashion e il food. Mi piace quando l’illustrazione assume una dimensione reale e diventa tridimensionale e palpabile, come su un pack o un libro. È come se acquisisse vita propria, lo trovo molto affascinante.


L’arte del visual thinking di Jacopo Sacquegno diventa, non solo il ritratto di Chiara, ma l’intera yntervista: partendo dal suo passato, fino al suo stile personale di oggi, caratterizzato da texture diverse che diventano strumento evocativo e di espressione.

Puoi approfondire i profili di Jacopo e Chiara leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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Vanessa Farano yntervista Colore G

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Giugno 2023: Vanessa Farano e Colore G. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Vanessa racconta visivamente e intervista Colore G.


Vanessa – Cosa sta succedendo nel tuo mondo creativo in questo momento?

Colore G – Sto cercando nuove vie, nuove forme, nuovi materiali, nuovi strumenti per creare, per avanzare, crescere e cercare di non ritrovarmi vecchio nei pensieri e con la polvere sul cuore.

Vanessa – Descrivi il progetto dei tuoi sogni.

Colore G – Sviluppare la mia creatività con una vita vista mare.

Vanessa – Come pensi che internet abbia influenzato l’illustrazione?

Colore G – Il web ha sicuramente accelerato alcuni processi dando delle opportunità. Tanti pro e tanti contro. Chissà se un giorno rimarrà traccia dei nostri lavori in digitale!


Dal mondo creativo, ai sogni, fino al digitale: un’yntervista che ha spaziato e toccato vari temi.

Dove ci porterà la prossima?

Puoi approfondire i profili di Vanessa e Colore G leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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Chiaralascura yntervista Pumpkins Graphics

Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino. Maggio 2023: Chiaralascura e Pumpkins Graphics. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Chiara racconta visivamente e intervista Pumpkins.


Chiara – Quando hai capito che l’illustrazione era la strada giusta per te?

Pumpkins – Quando mi sono capitati tra le mani Animalium di Katie Scott e Mappe. Non per lo stile, che poi non è mai diventato il mio, ma perchè ho capito che volevo provare a mettere qualcosa di bello nel lavoro che già facevo di graphic design e animazione.

Chiara – Che musica ascolti quando lavori?

Pumpkins – Adesso A Burial at Sea a ripetizione (grazie Gio) e Much Love (di Microwave). Ma vanno benissimo Totorro e Tiny Moving Parts se sei contento o Eric Bibb e The Gaslight Anthem se hai un po’ di blues. Posso anche dire altri nomi a caso se vuoi.

Chiara – Se aprissi il tuo sketchbook oggi, cosa ci troverei?

Pumpkins – Una specie di reinterpretazione de La Libertà che guida il popolo, come una dea della vittoria sostenuta da mani giganti, serpenti e motivi floreali! Nell’altra pagina delle papere.


Un’intervista che è diventata un viaggio: dalla prima ispirazione agli ultimi disegni fatti nello sketch, accompagnati da della buona musica.

Puoi approfondire i profili di Chiralascura e Pumpkins Graphics leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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Pumpkins Graphics yntervista Roby il Pettirosso

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

Ad Aprile 2023: Pumpkins Graphics e Roby il Pettirosso. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Pumpkins racconta visivamente e intervista Ernesto.


Pumpkins – Cosa deve avere una persona, un personaggio storico o contemporaneo, per finire nelle tue illustrazioni?

Ernesto – Deve avere dei problemi a relazionarsi con gli altri, essere incompreso dalla società e deve aver fatto qualcosa nella vita per amore degli altri e della società.

Pumpkins – Mi hanno fatto recentemente una domanda che mi è piaciuta, quindi te la giro: viaggio in un posto caldo o freddo? E perchè proprio li?

Ernesto – Freddo senza dubbio. Odio il caldo.

Pumpkins – Prendi matita e foglio adesso, senza pensarci, cosa disegni?

Ernesto – Uno gnomo.


I tributi illustrati di Ernesto sono racconti di uomini e donne che hanno cambiato il mondo, un giorno alla volta. Chi sarà la coppia della prossima #yntervista?

Puoi approfondire i profili di Pumpkins Graphics e Ernesto Anderle leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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Elisa Lanconelli yntervista Timidessen

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Marzo 2023: Elisa Lanconelli e Timidessen. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande che diventano cinque: Elisa racconta visivamente e intervista Timidessen.


Elisa – Ciao Timidessen! La tua ispirazione maggiore viene dalle file dei supermercati, ma qual’è la corsia che preferisci? Trovi ispirazione anche nelle persone che la “popolano” o solo nei prodotti che ci trovi?

Timidessen – La mia corsia preferita è sicuramente quella dei surgelati! Il lavoro però è soprattutto introspettivo: scavo dentro nelle emozioni e le faccio uscire sotto forma di prodotti.

Elisa – Io al supermercato guardo sempre la spesa di chi mi sta di fronte alla cassa e mi immagino la sua vita. Mi dici la tua spesa tipo e un prodotto che non può mancare così che ti possa disegnare?

Timidessen – La mia spesa è totalmente caotica, prendo cose a caso ma un etto SCARSO di bresaola non manca mai. Dico sempre “scarso” per ovviare al problema del “un etto e mezzo, che faccio lascio?”, perché non so mai come rispondere.

Elisa – Tra tutti i prodotti che hai interpretato ci puoi dire il prodotto che hai amato di più disegnare e a cui sei piu “legato”?

Timidessen – Neuro Problems e Imbechilly: ricordo ancora quando li ho incrociati con lo sguardo in bagno e sono scoppiato a ridere da solo.

Elisa – Il tuo progetto è diventato subito virale: ma quali sono i pro e i contro del social per i creativi?

Timidessen – Tutto è nato sui i social nel 2020 e proprio i social mi hanno permesso di far conoscere questo progetto. Quello che posso dire è che con questa dinamica piano piano ci si ritrova in un loop creativo, una spirale dove non si capisce più se questo progetto lo stai facendo per il tuo bisogno creativo, per bisogno di approvazione o per soddisfare quello che il meccanismo di Instagram in qualche modo ti “richiede”. Se potessi dare un consiglio sarebbe questo: bisogna staccare ogni tanto, prendersi una pausa e ascoltare la creatività.

Elisa – Ultima domanda: uscirai mai dalle file del supermercato?

Timidessen – Sono già uscito con diversi progetti ed eventi, che mi hanno permesso di analizzare in profondità le emozioni che nei prodotti si “sentono” superficialmente. E voglio uscire sempre di più, perché credo che superare la TIMIDESSEN voglia dire anche godermi una emozione in più e una fetta di mondo che prima non conoscevo.


Sicuramente, noi non guarderemo più gli scaffali del supermercato con gli stessi occhi 👀

Emozioni, creatività, prodotti: il linguaggio visivo di Timidessen ci ha conquistati e con Elisa abbiamo potuto approfondirlo ancora di più.


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16.02.23

Icaro Tuttle yntervista Cheit

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Febbraio 2023: Icaro Tuttle e Cheit. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Icaro Tuttle racconta visivamente e intervista Cheit.


Icaro – I tuoi disegni sono sempre morbidi e delicati come fiori, ma fanno anche molto male e a volte lasciano piccole ferite. Se fossi un fiore, che fiore saresti? E se fossi un cerotto, che disegnini avresti sopra?

Cheit – Mi piacerebbe rispondere “un girasole” perché è il mio fiore preferito, così strano e giallo (forse in effetti un po’ mi rispecchia). Però poi ci sono anche questi piccoli fiorellini blu di montagna, con un blu accesissimo e bellissimo eppure così piccini da passare inosservati a molti. Mi piace pensare di essere anche io così, insomma se mi guardi bene a volte sono capace di brillare anch’io. Invece se fossi un cerotto probabilmente avrei sopra delle stelline, ma vorrei essere un cerotto ancora più tosto e avere quelle che si illuminano al buio.

Icaro – Nei tuoi disegni c’è spesso una macchia nera, un mostro, demone, omino triste. Qual è il suo nome? Qual è il suo cognome? E qual è il suo stile architettonico preferito?

Cheit – I miei mostrini non hanno un nome, sono più che altro delle presenze… almeno credo. Non gliel’ho mai chiesto. Ma se dovessi provare a indovinare credo che il loro stile architettonico preferito sarebbe il barocco. Sono tipi sfarzosi.

Icaro – Ci puoi dire la canzone o brano musicale che racchiude al meglio il tuo stile d’illustrazione?

Cheit – Una domanda complicatissima, perché spazio tra decine di stili sempre diversi. Credo che però ci sia una canzone che racchiude un po’ il cuore delle mie storie, un pezzettino della me bambina che è colei che ispira ogni mio disegno: Manchild degli Eels. È una carezza al cuore e un pugno nello stomaco allo stesso tempo.


Oggi tutto ha brillato: fiori, parole, persone, anche le stelline sui cerotti. Siamo scesi in profondità e abbiamo scoperto una parte dell’anima delle illustrazioni di Cheit, cosa succederà nella prossima yntervista?


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Adry De Martino yntervista Juls Crivèller

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A Dicembre 2022: Adry De Martino e Juls Crivèller. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Adry racconta visivamente e intervista Juls.


Adry – Come nasce questa voglia di raccontarti attraverso il lettering? Se fossi un font quale saresti?

Juls – Ho sempre amato la bella scrittura. Alle elementari ho avuto una maestra meravigliosa che adorava il corsivo: la bic era bandita, solo stilografiche! Credo che in qualche modo la bellezza delle lettere mi abbia rapita già in quel momento. È solo una decina di anni fa però che ho realizzato che potevo esprimermi anche disegnando davvero le lettere dandogli personalità. Camminando per strada mi affascina assorbire tutte le forme che le città possono offrire. Se fossi un carattere? Probabilmente il Circular: preciso e rigoroso, ma con delle caratteristiche morbide e rotonde che lo rendono versatile e super contemporaneo.

Adry – Se fossi una palette colori per descriverti e descrivere il tuo momento attuale quale saresti?

Juls – Ho sempre amato i colori pastello, ma in quest’ultimo anno ho cercato di uscire dalla mia comfort zone, calcando di più la mano su colori densi e forti. Uno degli abbinamenti che amo di più e uso spesso nei miei progetti è il rosa e il rosso. In questo momento mi sento una palette di arancione zucca, pervinca e giallo senape.

Adry – Come è stato illustrare un libro sulla sessualità per bambini, senza cadere nei soliti cliché del cavolo e della cicogna?

Juls – È stato davvero difficile, ambizioso e di grande insegnamento. Quando ho accettato di illustrare questo libro una parte di me sperava di poter camuffare in qualche modo i disegni: avevo paura che essere diretti significasse automaticamente diventare aggressivi e volgari. Non ero assolutamente abituata a parlare apertamente di sessualità: lavorare innanzitutto su di me mi ha resa consapevole di quanta strada ancora ci sia da fare in Italia quando si parla di questo tema. Creare uno strumento sincero e semplice per aiutare grandi e piccoli a trovare le parole giuste è stata la più grande soddisfazione ed è stato possibile solo grazie al grande lavoro fatto con Chiara Gregori, l’autrice.


Grandi progetti e forti passioni, palette autunnali e font che descrivono personalità: ma quante cose possiamo scoprire sui nostri illustratori con solo tre domande?


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02.11.22

Supercandystudio yntervista Mattia Riami

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Novembre 2022: Supercandystudio e Mattia Riami. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Alessia racconta visivamente e intervista Mattia.


Alessia – Hai qualche rituale o qualcosa che fai di solito, quando hai bisogno di staccare la spina o sei scarico di idee e hai bisogno di nuove ispirazioni?

Mattia – Ho un rituale abbastanza metodico: compilo una serie di diarietti dove raccolgo delle to-do list semplicissime. Sono ispirazioni, idee messe nero su bianco di getto, rigorosamente tutto scritto a penna su carta, niente digitale. Anche guardare il lavoro di altri artisti e colleghi su libri e social mi permette di spaziare con le idee e avere più spinta a sperimentare nuove forme d’arte. Questo mi aiuta anche a fermare il senso di smarrimento e fare focus su nuove spinte creative.

Alessia – Quali sono per te tre libri di design/arte indispensabili?

Mattia – “Works” di Lorenzo Mattotti, Logos, “Biografia di Egon Schiele”, Skira e “Simboli” Hans Biedermann, Le Garzantine.

Alessia – Com’è il tuo rapporto con il colore nel lavoro da illustratore e quali sono state le influenze e i cambiamenti a riguardo, nel corso della tua carriera artistica?

Mattia – In passato realizzavo principalmente illustrazioni in B/N. Ora il colore è molto presente invece nei miei lavori e credo che questo cambiamento sia avvenuto in maniera del tutto spontanea, guardando ciò che accade intorno nel coloratissimo mondo dell’illustrazione. Una grande influenza viene da questo mio momento di vita, in cui la felicità è esplosa, e così i colori nella mie opere.


Sperimentare, evolvere, creare: le to do list di Mattia diventano fonte di ispirazione anche per noi. Quale sarà il prossimo mondo illustrato e raccontato dalle nostre interviste?


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27.10.22

Luchadora yntervista Chiaralascura

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Ottobre 2022: Luchadora e Chiaralascura. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Luchadora racconta visivamente e intervista Chiara.


Luchadora – Come mai i temi sociali sono diventati così centrali nelle tue illustrazioni?

Chiara – L’illustrazione è entrata nella mia vita mentre stavo iniziando gradualmente a riflettere su temi come l’antispecismo, il femminismo e la fat liberation quindi per me è stato naturale incorporare queste idee nei miei lavori. Disegnare corpi grassi, in particolare, è per me un gesto politico e di liberazione personale e collettiva.

Luchadora – Cosa diresti alla te di 10 anni fa se la vedessi oggi?

Chiara – Le direi di essere liberamente se stessa senza andare in overthinking, di non paragonarsi alle altre persone, di sperimentare di più e di essere più aperta, sincera e vulnerabile nella vita e nella creatività.

Luchadora – Se non avessi fatto l’illustratrice quale strada pensi avresti intrapreso?

Chiara – La scrittura, la musica, forse la stand up comedy (mi illudo di fare ridere, ma non so se sia effettivamente vero), comunque qualcosa di creativo, in qualunque altro contesto sarei stata estremamente infelice.


L’ingrediente principale di oggi è la creatività, in ogni sua forma ed espressione, capace di renderci liberƏ e farci riflettere.


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28.09.22

Serena Gianoli yntervista Il Tela

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Settembre 2022: Serena Gianoli e Il Tela. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Serena racconta visivamente e intervista Andrea.


Serena – Ciao Andrea! Partirei subito con una domanda a bruciapelo: perché il Tela?

Andrea – Ho deciso di chiamarmi “il Tela” all’inizio del mio percorso da freelance: dopo qualche lavoro di grafica per aziende e brand ho iniziato a customizzare a mano con colori e pennello i telai delle bici. Da qui ho iniziato a vedere ogni cosa come una Tela bianca da dipingere, da qui il mio nome. Non mi sono più fermato.

Serena – Su quale supporto ti sei divertito di più a creare?

Andrea – Ho customizzato qualsiasi cosa: dagli oggetti più comuni come giacche, scarpe, bottiglie, ai più strani come caschi e frigoriferi. I supporti stimolano la mia fantasia e ogni volta è una nuova sfida, un nuovo materiale, una nuova forma, una nuova grafica: non mi annoio mai e do vita a qualcosa di unico che qualcuno utilizzerà. La superficie che mi diverte di più è il telaio della bici: lavorare su una superficie del genere non è una passeggiata ma una volta finito e rimontato è una vera soddisfazione e un piacere per gli occhi.

Serena – Tra i tuoi lavori ho visto molti soggetti tra cui teschi, elementi della natura, ma soprattutto animali. Hai per caso un animale guida? Se sì quale e perchè?

Andrea – Amo gli animali, mi piace scoprire le loro capacità, i dettagli e la loro connessione con il resto del pianeta. Fin da piccolo ho sempre guardato tanti documentari, e ora che sono grande ho riscoperto che stare nella natura tra acqua e piante mi fa sentire davvero bene. Tutto questo lo traduco a modo mio nelle mie illustrazioni. Non ho un vero e proprio animale guida, però ho con me Amaro, il mio fido compagno di Lab a quattro zampe.


“Ogni cosa è una tela bianca da dipingere”: un motto che è diventato anche uno stile di vita, che si intreccia all’amore per gli animali e la natura. E voi, ce l’avete uno spirito guida?


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17.05.22

Juls Crivèller yntervista Luchadora

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

Maggio 2022: Juls Criveller e Luchadora. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Juls racconta visivamente e intervista Luchadora.


Juls – I tuoi progetti sono una bomba di colore. A cosa/chi ti ispiri per le tue palette così vitaminiche?

Luchadora – Mi lascio trasportare dal cinema, dai libri e dalle chiacchiere con gli amici, mi piace esprimere voglia di vivere e felicità con colori pieni e forme semplici (anche quando parlo di temi più “forti”).

Juls – Da dove nasce il tuo nome d’arte?

Luchadora – Il nome Luchadora è ispirato alle lottatrici del wrestling messicano, delle quali ho sempre trovato estremamente affascinante l’allegria dei colori, la fantasia e l’energia che trasmettono le loro maschere, senza trascurare il concetto di lottatrice che rende questo nome d’arte ancora più bello ai miei occhi.

Juls – Ho visto che tra i tuoi progetti prediligi spesso i murales. Se potessi scegliere, quale muro della tua città ti piacerebbe riempire di colore?

Luchadora – Questa è una bella domanda, ci sono un sacco di bei muri che meriterebbero di essere dipinti, ma sicuramente partirei dalla facciata della stazione di Firenze Statuto per una questione d’affetto.


Palette vitaminiche, lottatrici del wrestling messicano e muri delle città: per oggi è tutto, linea allo studio!

Puoi approfondire i profili di JulsLuchadora leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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Chiara Varotto yntervista Alan Zeni

Le nostre #Ynterviste: un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro roster più da vicino. Aprile 2022: Chiara Varotto e Alan Zeni. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Chiara racconta visivamente e intervista Alan.


Chiara – Qual è stato il bacio che ha ispirato la tua passione per i baci?

Alan – Nessun Bacio e tutti i Baci. Più che il Bacio, a dire il vero, quello che mi ha ispirato i Baci sono i gusti che han lasciato. I gusti degli errori e delle cazzate fatte per rubare un Bacio piuttosto che le occasioni mancate di darne.

Nelle mie illustrazioni, come nei libri che le custodiscono, non ci si tuffa per ricordare o sognare un Bacio, ma succede che queste poche linee rievochino pensieri avuti in quel momento o le parole, le promesse e le maledizioni immediatamente successive a quell’istante.

Ho cominciato a illustrarli pensando che fossero fili di perle caduti nel mare della pancia di tutti noi che qualche romantico avrebbe potuto ripescare. Quasi come un profumo che riporta ad una sensazione personale.

Ho continuato ad illustrarne a centinaia scoprendo che somigliavano più a dei nei comparsi qua e là senza motivo apparente sulla nostra pelle. Piccoli buchi neri che possono nascondere universi che ci hanno cambiati e continuano a farlo. Perché un giorno mentre sei sotto la doccia, mentre ti guardi di sfuggita in uno specchio Tac! Quel neo che attira la tua attenzione e…

Chiara – Se non parlassi/scrivessi/illustrassi di baci, di cosa lo faresti?

Alan – Di viaggi e di persone, che poi è la stessa cosa.

foto-da-alto-di-alan-steso-sopra-una-sua-mega-illustrazione
illustrazione-di-alan-di-due-persone-che-si-baciano-demtro-un-ombrello-al-contrario

Chiara – Se dovessi associarti ad un ortaggio o ad un frutto, cosa saresti?

Alan – Direi un pomodoro. Tanti pensano sia una verdura e invece…


Puoi approfondire i profili di Chiara e Alan leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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13.03.22

Mattia Riami yntervista Martina Filippella

È tempo di presentazioni!

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Marzo 2022: MattiaRiami e Martina Filippella, nota anche come Diari di brodo. (Applausi)


ritratto-senza-cover-di-Martina-Filippella

Un ritratto illustrato e tre domande: Mattia racconta visivamente e intervista Martina.


Mattia – Ciao Martina! Ho visto che nel tuo lavoro sono molto presenti immagini di celebrità sulle quali ti diverti a disegnare inserendole poi in mondi fantastici: come scegli questi personaggi?

Martina – Ciao Mattia! Innanzitutto devo “innamorarmi” da un punto di vista estetico: mi devono colpire la foto, la posa, i colori, l’abito che la celebrità indossa. Non è necessario che sia per forza un personaggio che amo alla follia, ma sicuramente il legame emotivo che instauro con esso è un aiuto in più per poi costruirgli intorno un mondo illustrato.

Mattia – Una delle tue pagine Instagram, Diario di Brodo, è davvero esilarante! Com’è nata? Da dove nascono tutte le situazioni che descrivi?

Martina – Grazie 🙂 Diari di Brodo è figlia, come tanti progetti, di noia, ansia e tutte le condizioni negative che abbiamo sperimentato in pandemia. In realtà come progetto cartaceo nasce nel 2018, era il mio diario illustrato di tutti i giorni. Nel 2020 l’ho reso digitale.

Per ispirarmi attingo a qualsiasi cosa: come mi sento in quel momento, cosa succede nel mondo, riflessioni generali sulla vita ecc. Molte volte mi diverto a cercare contenuti “trending” sui social e farne delle parodie.

Mattia – Tu sei più una tipa da cane o da gatto? O nessuno dei due!?

Martina – GATTI! Sono una gattara. Amo molto anche i cani, soprattutto quelli di piccola taglia, ma con i gatti sento di avere in comune lo stesso carattere introverso, un po’ scontroso e incredibilmente pigro.


Puoi approfondire i profili di Mattia e Martina leggendo e immergendoti nei loro contenuti creativi!  


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