23.05.25
Nata e cresciuta in un mondo iperconnesso, tra notifiche a raffica, schermi multipli e feed infiniti che frammentano l’attenzione in mille stimoli visivi, la Gen Z ha deciso di cambiare linguaggio, staccandosi da quello che fino ad ora ha prediletto un’estetica perfettamente allineata, pulita e aesthetic.
Il nuovo linguaggio visivo è fatto di disordine, saturazione e una dose abbondante di ironia, i nuovi strumenti usati per esprimere autenticità e individualità.
Benvenuti nell’era della ribellione visiva.
Il termine “brat“, originariamente connotato negativamente come “monello”, viene riappropriato dalla Gen Z per celebrare l’irriverenza e l’autenticità. La Brat Culture, esplosa con l’album Brat di Charli XCX nel 2024, si distingue per un’estetica audace e caotica: palette neon (come il celebre “Brat green”), font sgraziati, GIF sovrapposte e doodle ironici.
Il “clutter“, ovvero l’ingombro, diventa elemento progettuale nell’estetica “Cluttercore”, contrapposta al minimalismo. Questa tendenza abbraccia il layering di pattern e texture, collage digitali e foto casuali, creando un senso di caos organizzato.

La Gen Z adotta filtri artigianali, adesivi autocostruiti e rivisita l’estetica delle foto polaroid anni ’90 in chiave digitale, celebrando l’imperfezione e la spontaneità. Nel Cluttercore, il concetto di “troppo” diventa progettuale: ogni elemento è stratificato per raccontare qualcosa, anche se sembra buttato lì per caso.
In un mondo dominato da immagini patinate e perfezione artificiale, la Gen Z ricerca autenticità. Personalizzare i propri contenuti diventa un atto di ribellione contro i template standard, esprimendo individualismo ed empowerment. L’autoironia e il prendersi poco sul serio diventano valori generazionali, riflettendo una nuova forma di espressione sincera e non filtrata.
Tra i talenti Yoonik che incarnano perfettamente questa estetica troviamo Martina Filippella aka Diari di Brodo, con le sue composizioni pop e irriverenti, Beppe Conti, che con il suo universo visuale eclettico gioca con l’estetica del disordine e Dan e Dav, con personaggi eccentrici e colori vibranti.
Martina Filippella aka Diari di brodo









I brand che vogliono connettersi con la Gen Z devono abbandonare i messaggi “corporate” e abbracciare l’onestà e l’autenticità. Come?
Coinvolgendo la community attraverso contenuti generati dagli utenti stessi: meme, collage e sticker, permettono di creare un dialogo genuino. Alcuni marchi per esempio, hanno già adottato elementi di Cluttercore nei loro asset, offrendo filtri personalizzati e sticker pack su Instagram per stimolare la creatività degli utenti.
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