16.02.23

Icaro Tuttle yntervista Cheit

Abbiamo pensato ad un format mensile grazie al quale potrete conoscere il nostro rooster più da vicino.

A Febbraio 2023: Icaro Tuttle e Cheit. (Applausi)


Un ritratto illustrato e tre domande: Icaro Tuttle racconta visivamente e intervista Cheit.


Icaro – I tuoi disegni sono sempre morbidi e delicati come fiori, ma fanno anche molto male e a volte lasciano piccole ferite. Se fossi un fiore, che fiore saresti? E se fossi un cerotto, che disegnini avresti sopra?

Cheit – Mi piacerebbe rispondere “un girasole” perché è il mio fiore preferito, così strano e giallo (forse in effetti un po’ mi rispecchia). Però poi ci sono anche questi piccoli fiorellini blu di montagna, con un blu accesissimo e bellissimo eppure così piccini da passare inosservati a molti. Mi piace pensare di essere anche io così, insomma se mi guardi bene a volte sono capace di brillare anch’io. Invece se fossi un cerotto probabilmente avrei sopra delle stelline, ma vorrei essere un cerotto ancora più tosto e avere quelle che si illuminano al buio.

Icaro – Nei tuoi disegni c’è spesso una macchia nera, un mostro, demone, omino triste. Qual è il suo nome? Qual è il suo cognome? E qual è il suo stile architettonico preferito?

Cheit – I miei mostrini non hanno un nome, sono più che altro delle presenze… almeno credo. Non gliel’ho mai chiesto. Ma se dovessi provare a indovinare credo che il loro stile architettonico preferito sarebbe il barocco. Sono tipi sfarzosi.

Icaro – Ci puoi dire la canzone o brano musicale che racchiude al meglio il tuo stile d’illustrazione?

Cheit – Una domanda complicatissima, perché spazio tra decine di stili sempre diversi. Credo che però ci sia una canzone che racchiude un po’ il cuore delle mie storie, un pezzettino della me bambina che è colei che ispira ogni mio disegno: Manchild degli Eels. È una carezza al cuore e un pugno nello stomaco allo stesso tempo.


Oggi tutto ha brillato: fiori, parole, persone, anche le stelline sui cerotti. Siamo scesi in profondità e abbiamo scoperto una parte dell’anima delle illustrazioni di Cheit, cosa succederà nella prossima yntervista?


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