BeatriceVigoni

CryptoMaDonne trasforma i simboli sacri in icone contemporanee un pixel alla volta: Madonne senza identità prestabilita, reinterpretate in chiave pop come specchio delle donne di oggi.

Pixel art per alleggerire ciò che pesa
A idearlo è stata Beatrice Vigoni, che usa la pixel art per alleggerire temi emotivamente intensi con un'estetica ludica e digitale. Togliere definizione all'immagine fino ad arrivare alla sua essenza è per lei un gesto quasi meditativo: ogni pixel quadrato diventa ordine, concentrazione e ritualità.
“Non cerco la perfezione, cerco la verità!”


NFT, murales in El Salvador, oggetti
Il nome CryptoMaDonne non è casuale: la sua pixel art vive anche nel digitale, tra NFT e mondo blockchain. Ha partecipato a un grande evento internazionale dedicato al Bitcoin e ha firmato murales in El Salvador, primo Paese al mondo ad aver adottato la criptovaluta come moneta ufficiale. Al Digital Journalism Fest ha curato Opinion on the Wall, un'installazione interattiva in pixel art sulla ricerca della verità nell'era dell'intelligenza artificiale. Il suo immaginario esce però anche dallo schermo e si posa sugli oggetti: t-shirt, tote bag, ceramiche, poster, carte da gioco e sculture in 3D.


È un linguaggio che parla alle donne contemporanee e alle nuove generazioni digitali, capace di rendere leggero anche ciò che pesa. Dove serve un segno pop e riconoscibile, i suoi pixel diventano un piccolo rito collettivo.
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