Il 13 giugno il Superstudio Più di Milano ha ospitato il Digital Journalism Fest 2026, giornata dedicata a creator, podcaster, giornalisti e professionisti della comunicazione. Quest’anno il festival ha aperto le porte alle arti visive, scegliendo Yoonik come Creative Partner per l’estetica dell’evento. La firma di un artista non è solo un tratto estetico: è un gesto autoriale, la responsabilità di prendersi uno spazio e restituire una visione — e di lasciare qualcosa che resta anche quando l’evento finisce.


L’atlante illustrato di Tostoini
All’ingresso del mainstage, Tostoini ha disegnato dal vivo un grande atlante visivo della giornata: talk, idee chiave e intuizioni del festival trasformati in immagini in tempo reale, a dimostrare come l’arte applicata al racconto renda l’informazione immediatamente leggibile e memorabile.


Opinion Wall di Beatrice Vigoni (CryptoMaDonne)
Beatrice Vigoni ha firmato una colonna in pixel-art concepita come un piccolo videogioco retrò: tre personaggi attraversano i livelli di un mondo sovraccarico di notizie alla ricerca della verità, ostacolati da un diavoletto rosso — l’algoritmo, che trasforma l’attenzione in consumo rapido. Il finale è un libro d’oro con un punto interrogativo: informarsi significa non smettere mai di farsi domande. Durante la giornata il pubblico ha lasciato il proprio segno e la propria opinione sulla colonna.

Al Digital Journalism Fest Yoonik ha portato la propria visione nel campo dell’informazione: l’arte che fa vivere il racconto e le emozioni, rendendoli leggibili, condivisibili e memorabili.

