Luchadora

Forme morbide, rotonde e sinuose, concetti forti e dirompenti: le illustrazioni di Luchadora vivono di questo contrasto, opposti che si attraggono e catturano lo sguardo, spingendo a scoprirne ogni dettaglio.



Un nome preso dalle luchadoras
A inventarla è stata Alessandra Marianelli, grafica e illustratrice con base a Firenze. Il nome nasce dalle luchadoras del wrestling messicano, di cui ama l'allegria dei colori, la fantasia e l'energia delle maschere: da lì il suo carattere grintoso e la centralità della figura della donna.
“L'illustrazione dà forma a quello che penso, arriva dove le parole machiavelliche e farraginose non arrivano. È una scelta quotidiana, un modo per semplificare e veicolare i concetti con forza e immediatezza.”



Rotondità e color pop
Il suo linguaggio è fatto di rotondità e color pop: colori pieni, forme piene e un concetto sempre chiaro sotto. È un segno che funziona sull'editoriale, sul murale e sul packaging, ovunque serva far arrivare un'idea in modo immediato e riconoscibile.


Le sue opere hanno girato mostre collettive e festival, in Italia e all'estero, e il suo segno ha lavorato per realtà come Nike, Emporio Armani e la Repubblica. Perché è questo che Luchadora sa fare: semplificare senza mai banalizzare, e trasformare un pensiero in un'immagine che si capisce a colpo d'occhio.
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